Crinale
Rap.imento
Andare
oltre
per capire
cosa sia dallaltra parte
può costare
ma non come restare
senza
mai sapere
come possa non essere
difficile
sentire
amare
e vivere morire anche
senza
respirare
Il crinale
dellAppennino ligure è come il confine tra due mondi.
Come la superficie di un lago o del mare.
La prima volta in cui ho indossato una maschera subacquea per gettare lo sguardo nel mare
di Camogli, ho dovuto subito riemergerne, preso dallo spavento: la bellezza delle forme
viventi dagli spiccati colori - il verde alga, il rosso carminio, il giallo e il blu e
larancione e il viola - sulle asperità degli scogli sommersi, era così improvvisa
e inattesa da risultare insopportabile. Possibile che il riflesso del cielo
sull'acqua nascondesse un universo così sorprendente, così popolato e così prossimo al
nostro ignaro sbracciarci per galleggiare?
Così, probabilmente, varcare la sottile linea dello spartiacque ed affacciarsi su un
orizzonte di mare. Almeno un trasalimento.
E quegli alberi? esistono ragioni nel destino di un albero? oppure: davvero quello
stormire di foglie sul crinale, che la galaverna rende cristallo, non è fremito e
stupore?
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Scorci invernali ritratti nei dintorni del valico del
Faiallo, tra Genova e Savona, mentre i faggi - alcuni dalla forma "bonsai"
per le condizioni climatico ambientali - sono cristallizzati dal fenomeno della
"galaverna". Cliccando sulle immagini si ottiene la loro versione a tutta
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