Crinale

Rap.imento

Andare
oltre
per capire
cosa sia dall’altra parte
può costare
ma non come restare
senza
mai sapere
come possa non essere
difficile
sentire
amare
e vivere morire anche
senza
respirare

Il crinale dell’Appennino ligure è come il confine tra due mondi.
Come la superficie di un lago o del mare.
La prima volta in cui ho indossato una maschera subacquea per gettare lo sguardo nel mare di Camogli, ho dovuto subito riemergerne, preso dallo spavento: la bellezza delle forme viventi dagli spiccati colori - il verde alga, il rosso carminio, il giallo e il blu e l’arancione e il viola - sulle asperità degli scogli sommersi, era così improvvisa e inattesa da risultare insopportabile. Possibile che il  riflesso del cielo sull'acqua nascondesse un universo così sorprendente, così popolato e così prossimo al nostro ignaro sbracciarci per galleggiare?
Così, probabilmente, varcare la sottile linea dello spartiacque ed affacciarsi su un orizzonte di mare. Almeno un trasalimento.
E quegli alberi? esistono ragioni nel destino di un albero? oppure: davvero quello stormire di foglie sul crinale, che la galaverna rende cristallo, non è fremito e stupore?

Fai06a.jpg (43486 byte) Fai04a.jpg (36247 byte) Fai05a.jpg (31825 byte) Fai02a.jpg (33582 byte) Fai17a.jpg (38174 byte) Fai01a.jpg (26019 byte) Fai11a.jpg (40003 byte) Fai12a.jpg (38760 byte)
Scorci invernali ritratti nei dintorni del valico del Faiallo, tra Genova e Savona,  mentre i faggi - alcuni dalla forma "bonsai" per le condizioni climatico ambientali - sono cristallizzati dal fenomeno della "galaverna". Cliccando sulle immagini si ottiene la loro versione a tutta pagina. Per ritornare a questa, usare il pulsante "indietro" che si trova sulla barra del browser.

Homepage