La Brinca

 

I ristoranti sono luoghi dove l’ospitalità del gestore e la sincerità del cuoco possono produrre un’atmosfera calorosa per gustare sapori gradevoli, talvolta eccellenti.

 

L’arrivo delle diverse portate induce sempre una sensazione di curiosità e di letizia per la gioia del cibo ed anche per la comodità di un servizio garbato a chi -in molti casi- è abituato alla propria cucina ed al servirsi da sé.

 

Ma un’altra sensazione, mi pare, si cela nell’esperienza di pranzare in un ristorante. Quella di trovarsi in un locale circoscritto e protetto, anche quando d’estate si gode di un’apparecchiatura all’aperto.

 

Dentro al ristorante si svolge il rito del cibo, fuori la natura e i suoi sentieri o gli edifici e le strade di una città. Comunque un’oasi in cui sperimentare sapori, profumi, colori e composizioni: ovviamente nell’ordine temporale inverso rispetto alla sequenza che ho trascritto!

 

 

Al ristorante La Brinca, per il quale non è necessario citare la qualità, la bontà e l’originalità delle pietanze, perché gli elogi alla famiglia Circella ed alla sua cucina si trovano in svariatissimi siti web e sulle guide gastronomiche, non si ha la sensazione di essere al chiuso di pur gradevoli pareti e vetrate, bensì in un luogo espanso nel territorio circostante, aperto, radicato e ricettivo. Una Rosa dei venti immaginaria, col centro nella sala da pranzo, sembra indicare a raggiera da quali orti e poderi e allevamenti e fasce dirupate provengono gli ingredienti del laboratorio culinario.

 

Dunque, una sosta a La Brinca è la visita a un territorio, a una provincia, a parte di una regione coniugata (o combattuta) tra terra e mare. Ma se quest’ultimo accomuna -pur con le differenti preparazioni- le cucine di tutto il nostro Paese, la terra e i suoi prodotti svelano le peculiarità assolute di una zona e del carattere dei suoi abitanti. Scorrere la lista delle pietanze di questo accogliente ristorante è un po’ visitare quegli orti e poderi e allevamenti e fasce dirupate che sono la nostra terra e le persone che, talvolta testardamente e con grandi sacrifici, le abitano.

 

Così si è accolti a La Brinca dal signor Sergio Circella, dalla sua Famiglia e dalle sue garbate collaboratrici in sala. Per una visita da consigliare a chiunque abbia la curiosità e il desiderio, oltre che di assaporare, di comprendere il nostro straordinario ed impervio avamposto appenninico affacciato sul Mediterraneo.
                                                                                                                                                                                                       alla pagina iniziale