Parole

Bolsena

Ce la metteva tutta il nostro lago per darci
lo sciacquio rumoroso del mare contro la riva.
E più
se il tappeto morbido dell'erba si spingeva
fino alla sottile spiaggia dei canneti e
all'imbrunire veleggiava il salice rappreso
alla terra, come noi distesi a raccogliere
il mormorio delle rapide onde. Nessuno
per il resto, ad ascoltar la sera stordita dall'estate
intorno allo specchio tremolante Bolsena.
A tratti il silenzio, oppure l'affannato motore
e il lampo di fari noncuranti e ciechi al passaggio
sopra la strada dei briganti.
In quanti luoghi si è, in quanti luoghi siamo
per sempre?
Non è il ricordo ciò che abbiamo vissuto né
il malinconico fluire del tempo. Io sono il tuo respiro
e le parole lievi, il tepore del corpo adagiato
e un lago che vorrebbe abbracciarti, ogni notte
distesa sulla riva dei canneti.

Raccolti sotto piccole luci gli altri, chioschi
vocianti nel buio arato dalle lucciole, e i campi
di questo Lazio fecondo. Io raccolto
nel chiaro del tuo viso che ricambia l'attesa.

Sciabordano ancora piccole onde irrequiete
che si fanno mare, rapide l'una dopo l'altra
dentro il nostro cuore.

 

Gerusalemme
a Abraham B. Yehoshua

Un’altra mano del gioco, un altro giro
di carte perdute e prese come sempre
in attesa di capire
almeno l’orizzonte della nuova partita.
Eppure.

Da quando il custode ha abbandonato vigliaccamente
il suo trespolo da bagnino
i vicoli tortuosi sono diventati piazza
dove scorrazzare
come precipitati nell’aria, in volo - come i pensieri.

L’ho scolpito io questo vento che mi scompiglia
ho scelto io le carte
che mi hanno sparpagliato i semi nella terra dei sogni
io ho divorato il pane senza pudore
mentre frinivano le cicale e piangevano i fossi.

È ancora estate, la calda fine dell’estate
più calda come in un posto come Gerusalemme
il tre di picche - ricordo - un sette
nero come la notte, i denari nulla e fiori.
Né re né fanti, pochi punti per me, probabilmente

e altro ancora.

 

Esodo

Bisognerebbe che io sapessi dire, credo
in questa illusione che non lascia scampo vengo
ti raggiungo, sono te, vivo
di ciò che tu vivi e di ciò soprattutto di ciò
che tu non vivi
abbandonando questa fune-boa che mi porta
al largo ma solo assicurato da un orizzonte
alle spalle
oppure da un'isola di fronte
lontana familiare ed approdo per le mie
immaginarie pene.
Altrimenti che cosa mi racconto del caso?
e della giustizia di dio, dei totem dei simulacri
dei giudici corrotti
inventati per la sopraffazione, per poco
che sia il cibo quotidiano? Oltre il confine del tempo
concesso, per pavidità
sempre e di là da una cortina, so,
giacciono il nostro vivere ed anche la sua ragione
e voi
e l'esodo mancato delle nostre vite.

 

Calciodangolo

Un ragazzo sul bordo gelato del campo
in attesa di sferrare il calcio
la ciminiera a righe bianche e
rosse riscaldata dall'ultimo
sole, una barca che allarga i fianchi
nell'erba come una chioccia
orgogliosa, il mondo è ridiventato piccolo
le case
gli alberi i binari gli uomini
e la bacchetta da prestigiatore nella scatola
fresca di vernice odorosa, con le carte
truccate e i dadi gli anelli
e tutto il resto delle magie da bambini.

Una galleria improvvisa come la colpa
inattesa dall'ingenuità interrompe
i miei sogni
e nella sua mente il calcolo
del tiro: la palla si è fermata per sempre,
a soli due passi dalla rete del mio treno in corsa.

 

Nel vento

Come un ramoscello nel fiume contro i flutti
appena trattenuto dal suo stesso intrico
alla riva
e la foglia che vaga, vana, nelle correnti del tempo
e il sole che si perde esausto nelle forre oscure,
come i pensieri vanamente protesi oltre le
mani alla ricerca del senso
come la neve inutilmente, il tepore accecante, l'amore
non corrisposto, la luna, l'ascoltare, il silenzio del mare
come il dolore incompreso dell'azzurrità del cielo
come la luce che svanisce, e il suono
all'improvviso come
il richiamo di non esser soli - anche soltanto di una voce
e il pulsare, il respiro, il calore che si spande quieto
il corpo, sguardi nella memoria, un diario abbandonato
la vastità dei sogni
l'intera esistenza in un gesto che pure si perde nello scarno
archivio della storia, come la verità, la pena
il brulicare della vita sulla punta di spillo, come
fosse da una tremolante stella

tu, io, noi tutti sapendo o non sapendo e una traccia
soltanto di parole, dentro al vento.


Home page

 


.