Secondi di verdura

 

Carciofi alla nonna Rina

Crocchette di patate

Fagiolini al pomodoro all’Anna Maria

Fagiolini al pomodoro come la nonna Rina

Fave nette

Frittatina alla menta fresca

Funghi "a funghetto"

Melanzane del nonno Andrea

Polpettone alla genovese

Zucchine a funghetto

 

Torna all’indice generale

 

 

Carciofi alla nonna Rina

 

Nel pentolo un ciuffo di prezzemolo non tritato, due, tre cipolline (di quelle col gambo) tagliate sottili, sottili, i carciofi (ovviamente privati delle foglie esterne e delle spine, incisi sul fondo e con i gambi tagliati a parte) con olio e sale. Si coprono con acqua e si cuociono finché l'acqua non è stata tutta assorbita. Alla fine, volendo, ma ciò rende delizioso il piatto, si aggiungono due uova intere facendole cadere e tenendole sul fuoco fino a cottura.

torna all’inizio

 

 

Fagiolini al pomodoro all’Anna Maria

 

Mettere i fagiolini a bagno nell'acqua per far depositare la terra. Dopo un'oretta toglierli e tagliare le estremità (dei fagiolini!). Mettere l'olio in un tegame capiente, la cipolla affettata a fettine fine e far rosolare senza bruciare. Aggiungere i fagiolini, l'aglio e far insaporire, coprendo il tegame, per circa dieci minuti. Aggiungere il peperoncino, i pomodori privati della pelle, mezzo dado.

Dopo una diecina di minuti aggiungere, se necessario, un po’ d'acqua fino al raggiungimento della cottura. Se il brodo è troppo liquido fate ritirare un pò senza coperchio.

torna all’inizio

 

 

Fagiolini al pomodoro come la nonna Rina

 

In una padella larga le cipolle tagliate fini, fini e l’olio per imbiondirle insieme a peperoncino secco aperto (meglio se la “conserva amara” di peperoni) e poi (in mancanza di conserva amara) due pomodori da salsa tagliuzzati o spezzettati con le mani. Quando il pomodoro è parzialmente cotto si versano i fagiolini già bolliti ad insaporire, eventualmente con l’aggiunta di un goccio d’acqua.

torna all’inizio

 

 

Polpettone alla genovese

 

Si cuociono mezzo chilo di fagiolini (salandoli) e, separatamente, mezzo chilo di patate (meglio se con la buccia). Poi i fagiolini si asciugano passandoli al fuoco con una cipolla tritata e imbiondita nell’olio. Si passano i fagiolini, le patate e si mescolano in una coppa con 3 o 4 uova intere, due manciate di parmigiano grattugiato, maggiorana e uno spicchio d’aglio e prezzemolo tritati. La nonna Rina evita ma è canonico aggiungerci funghi secchi, anch’essi tritati. Naturalmente conviene aggiustare la salatura dell’impasto con un assaggio, comunque è necessaria un’aggiunta di sale. Si unge il tegame a bordi verticali, si spruzza sul fondo pan grattato e si versa l’impasto. Si producono lievi solchi col passaggio di una forchetta sulla superficie spianata e si umetta con olio spruzzato, poi di altro pan grattato. In forno caldo per circa una mezz’ora, oppure finché non è ben dorato (o brunito) in superficie.

torna all’inizio

 

 

Frittatina alla menta fresca

 

Una preparazione semplicissima. Si battono due o tre uova, si aggiunge una presina di sale e una bella quantità (quindici, venti foglie) di menta fresca tagliuzzata con le dita o con una forbice. La menta si trova nei campi o se ne conserva senza troppe cure un vasetto sul balcone. Si aggiunge una bella grattugiata di parmigiano e un pugnetto di pangrattato. Si unge la padella anti aderente abbastanza ampia per ottenere uno strato sottile secondo i gusti e si versa il battuto. Quando è tutto raddensato lo si fa scivolare in un piatto per poi rovesciarlo con abile mossa nella padella sistemata “a coperchio” sul piatto. Si cuoce bene e si consuma preferibilmente fredda con contorno di insalatina...

torna all’inizio

 

 

Fave nette

 

Le fave nette sono un’ottima alternativa agli altri legumi. Si acquistano secche, intere (dunque meglio quelle con la pellicina intorno al baccello), si lasciano a bagno per una notte, si elimina pazientemente l’involucro e si cuociono in una pentola con acqua inizialmente fredda che le supera di quattro dita. La cottura deve durare circa due ore. Se ne ottiene una crema che va condita con olio extravergine di oliva genuino e nuovo. Si consumano deliziosamente insieme alla cicoria spigata, quelle palle tonde di spicchi che si trovano ormai ovunque, nei mercati, soprattutto da Roma in giù, ovviamente bollita a dovere in abbondante acqua bollente.

torna all’inizio

 

 

Crocchette di patate

 

Le patate bollite (l’alternativa è sempre con o senza buccia – meglio con :-) vengono passate come per il purea e poi mescolate a prezzemolo e aglio tritati, un po’ di sale, pepe e tanto formaggio grattugiato. Poi il rosso di un uovo amalgamando bene. Formate le polpettine dalla forma allungata, si passano nel bianco d’uovo e s’infarinano di pane grattato. Infine si friggono dorandole dolcemente.

torna all’inizio

 

 

Zucchine a funghetto

 

Le zucchine vanno lavate delicatamente e tagliate a fettine sottili (io le taglio neanche tanto sottili) quindi rosolate con abbondante olio in una padella ampia. La cottura viene facilitata dalla stufatura col coperchio che rende le zucchine morbide e saporite. Si aggiungono il sale necessario e, dopo una breve rimescolata, un trito di abbondante prezzemolo e aglio. Insaporite le zucchine a fuoco vivo si spegne il fuoco per consumarle calde oppure fredde e riposate.

torna all’inizio

 

Funghi "a funghetto"

 

Si puliscono i funghi strofinandoli leggermente ed eliminando con un coltellino le parti coriacee e i pezzettini di terra residua. Poi si posano in un tegame ampio con abbondante olio exrtravergine di oliva e si cuociono a fuoco dolcissimo in modo che ammorbidiscano rimanendo interi. Se è il caso, per qualche momento si chiudono col coperchio per favorirne la cottura grazie al loro stesso vapore. Dopo circa una ventina di minuti si versa nel tegame un trito fresco di prezzemolo e aglio, salando poi debitamente. Ancora pochi minuti e i funghi – che devono avere un aspetto vellutato ma non “sfatto”, devono risultare morbidi e oliosi ma consistenti nel loro interno – sono pronti.

torna all’inizio

 

 

Melanzane del nonno Andrea

 

Occorre almeno una melanzana per ogni persona, di quelle lunghe ma non enormi e di forma regolare, possibilmente non molto curve e scure di buccia. Ogni melanzana lavata viene tagliata in due parti per la lunghezza senza l’eliminazione del “gambo”. Dunque, avendo cura di non incidere la pelle, si praticano dei tagli trasversali nella polpa interna – prima in un senso e poi in quello ortogonale al primo – in modo da ottenere una “solcatura” a forma di rombi spessi circa sette, otto millimetri. Si posano le melanzane con la superficie piana verso l’alto per cospargerla di sale grosso. Dopo un certo tempo necessario al sale per richiamare l’acqua vegetale dell’ortaggio (almeno una mezz’ora), si spremono tutte per eliminare questa versandola nel lavandino. Riscaldata una graticola di ghisa o di materiale antiaderente, si posano a cuocere le metà melanzana con la faccia piana rivolta verso il basso. Dieci minuti di cottura a calore medio e si rivoltano per cospargere le stesse superfici solcate con il trito di prezzemolo e aglio. Ancora pochi minuti per osservare l’olio sfrigolare nella polpa chiara e le melanzane sono pronte da mangiare con un cucchiaino che scava all’interno della buccia usata come un delicato recipiente.

 

torna all’inizio