Ciambella alle mandorle e marmellata della nonna Rina
Ciambella tipo torta paradiso della nonna Rina
Confettura darance della babba Fiorella
Crema al mascarpone (dalle ricette di Petronilla)
Torta della nonna Gina (delle suorine del Padre Pozzi)
Ingredienti:
Uno yogurt, misurino di zucchero, 3 misurini di farina, un quarto di misurino dolio, 3 uova, la buccia di un limone e, volendo uvetta, pinoli, una busta di vanillina e mandorle tritate. In ultimo si mette una bustina di lievito e si aggiunge un po di latte.
Si amalgamano bene tutti gli ingredienti, nellordine in cui sono elencati. Si versa quindi limpasto così ottenuto in un tegame precedentemente imburrato e spolverato con farina.
Infornare tutto a circa 150° e la sciar cuocere per circa 45 - 60 minuti.
Cospargere poi di zucchero a velo e guarnire con panna.
Si mescolano tre uova intere con uno yogurt bianco (magro?). Usandone lo stesso contenitore si aggiungono due bicchieri scarsi di zucchero (1,5), 2 bicchieri (abbondanti) di farina e uno di fecola, una grattatina di limone e due fiale di aromi: mandorla amara e vaniglia. Si mescola tutto con un bicchiere scarso di olio e si cuoce a 180° fino ad asciugatura stuzzicadenti.
Ingredienti
Mezzo
chilo di farina di grano duro, mezzo dado di lievito di birra, sale, miele.
Si
scioglie in acqua tiepida il lievito aggiungendo anche il sale. Con questo liquido si
impasta la farina frustandola bene con la forchetta per snervarla, poi la si
lascia riposare per unora, unora e mezza. Si scalda lolio in una padella
adatta e poi si immergono piccole cucchiaiate della pasta lievitata fino a farla dorare.
Il trucco della nonna Rina consiste nel raccogliere la pasta nella mano destra, strizzarla
perché ne esca dalla parte superiore e pizzicarla in piccole dosi con la mano
sinistra che, periodicamente, viene inumidita con lacqua di una ciotola
appositamente predisposta. Ciò permette di ottenere forme proprio quasi tonde. Infine si
scioglie al calore il miele e lo si versa sopra alle pittule
.
Crema al mascarpone (dalle ricette di Petronilla)
Gustata in casa della Signora Landi Marcon come ricetta segreta!
Si battono tre tuorli duovo con tre di zucchero. A parte si montano le tre chiare, a neve, per poi aggiungerle ai tuorli. Si uniscono tre etti di mascarpone e si mescola bene. Si aggiungono tre cucchiai di rhum (e anche più!), si mescola ancora e si ripone in frigo, eventualmente dopo averla distribuita nelle coppette con una ciliegina sotto spirito o un savoiardo bagnato nel liquore (o due Pavesini).
Rompere 4 uova in una pentolina, aggiungere 4 cucchiai di zucchero, mescolare per un po' di tempo, aggiungere poi 4 cucchiai di farina e mescolare, mettere mezzo litro di latte,mescolare ben bene finché il tutto sia ben amalgamato. Aggiungere cannella e sbucciarci dentro quattro pezzi di buccia di limone. Mettere il tutto sul fuoco e tenerlo per un po' senza che bolla.
Ciambella alle mandorle e marmellata della nonna Rina
400 grammi di farina
150 grammi abbondanti di zucchero
tre uova intere
una bustina di lievito tipo pan degli angeli
100 grammi di mandorle tostate
25 grammi di armelline (?) cioè mandorle amare
la buccia grattugiata di un limone
Le mandorle andrebbero tostate ma basta asciugarle bene su un calorifero di casa. Si fanno montare le tre uova (tenendo da parte un bianco per spennellarlo sulla superficie della ciambella) e si mescolano alla farina col lievito, lo zucchero, il limone e le mandorle non troppo finemente tritate.
Si tira la sfoglia rendendola rotonda ed alta circa due centimetri. Si spalma sopra la marmellata (canonica sarebbe quella di albicocche, ma non è obbligatorio, limportante è che sia densa) e si comincia ad arrotolarla disponendola poi in un tegame. Lideale è quello a ciambella ma non occorre fondere le due estremità dellinvolto. Si spennella col bianco duovo la superficie superiore e si cuoce per tre quarti dora col forno a 180 gradi.
Confettura darance della babba Fiorella
La qualità delle arance è quella bionda altrimenti viene fuori un composto troppo scuro.
Per ogni Kg di arance si utilizza un Kg di zucchero e per la cottura mezzo litro dacqua.
Bisogna aver cura di scegliere arance dalla buccia fine e non devono essere assolutamente trattate con conservanti. Dopo averle bucherellate con una forchetta vanno tenute in acqua per due giorni.
Quando si tolgono dallacqua si tagliano per i poli, si puliscono un po avendo cura di togliere buccia o pellicine in eccesso e poi con tutta la buccia si tagliano a fettine sottili.
Si mettono in una pentola (a doppio fondo o con una reticella tra fiamma e fondo della pentola) con lacqua e appena lacqua sobbolisce si aggiunge lo zucchero.
Dopodiché si lascia cuocere a fiamma bassa sorvegliando continuamente per circa unora.
Il giusto punto di cottura e la giusta consistenza del composto stanno solo alla maestria della cuoca.
E utile sapere che mentre la marmellata cuoce sembra sempre troppo chiara ma bisogna stare molto attenti perché ci si può fare ingannare e stracuocere il composto.
La saggezza popolare suggeriva un trucchetto: dopo 45 minuti, 1 h, mettere una goccia su un piatto: se la goccia scorre bisogna ancora cuocere, se sta ferma, significa che la cottura è ultimata.
Lavorare bene, bene un etto di burro con un etto di zucchero. Aggiungere due uova intere e continuare a mescolare. Si aggiungono centottanta grammi di farina, mezza bustina di lievito e una piccola busta di vanillina e scorza di limone biologico. In alternativa si aggiungono mandorle tritate o uvetta e si mette nel forno ben caldo cocendo per circa quaranta minuti a centottanta gradi.
Torta della nonna Gina (delle suorine del Padre Pozzi)
Ingredienti per la torta: 250 g. di farina
120 g. di burro
100 g. di zucchero
1 uovo intero più un tuorlo
un pizzico di sale
buccia di limone grattugiata
mezza bustina di lievito
per il ripieno: 4 mele (la signora Marisa dice renette)
due pugni di uvetta sultanina
un po di cannella
un goccio di vino bianco e un cucchiaio di zucchero
poi una spruzzata di Maraschino (dice la signora Marisa del Vittorino)
Impastare la farina col resto degli ingredienti, fasciare limpasto nella carta velina e lasciarla per trenta minuti in frigorifero.
In un tegame largo far cuocere le mele sbucciate e tagliate a rondelle con uva, cannella, zucchero, vino (perché no pinoli?) per 10, 15 minuti e far raffreddare.
Spianare 3/5 di impasto e sistemare in una tortiera lasciando un po di bordo; riempire con le mele cotte e coprire con il resto dellimpasto. Cuocere in forno per 40, 45 minuti a 180°.
Farla raffreddare e poi spruzzarla con lo zucchero a velo (prima il Maraschino?).
Buon appetito!
(o fritti - in generale, nel leccese, porceddhuzzi)
Ingredienti: farina di grano duro, circa 3 hg.
un dl. di olio di oliva
scorza intera di due limoni non trattati
succo di unarancia e anche la sua buccia se non trattata
un cucchiaio abbondante di zucchero e altri due
una presina di sale
vanillina q.b.
un bicchiere di anice quasi intero
miele circa 2 hg.
mandorle e pinoli
zuccherini spolverini colorati
Si pone lolio in un tegamino con dentro le scorze di limone e si scalda fino a quando fuma cioè prima dellebollizione ma già in fase molto calda (le bucce di limone appaiono rosolate). Si dispone la farina a cratere e vi si incorpora lolio (scartato il limone), ma non propriamente impastando, piuttosto amalgamando tra le dita per incorporare bene. Si aggiungono le due manciatine di zucchero e la presina di sale, quindi si grattugia la buccia di un intero limone, si incorpora il succo di unarancia (se possibile anche la sua buccia grattugiata, la vanillina e il mezzo bicchiere abbondante di anice.
Bisogna dosare per esperienza lo zucchero: poco rende meno croccanti i pezzetti di pasta fritta, troppo fa assorbire agli stessi troppo olio di frittura.
Sempre mescolando tra le dita, se limpasto è secco o grumoso, si può aggiungere un poco di acqua. Anche laggiunta di acqua per un miglior impasto va ad esperienza.
Si stende la pasta in sottili rotoli dello spessore tra quello di un bucatino e quello di una matita, come per preparare maccheroni, e si tagliano leggermente di traverso per una lunghezza di circa un cm.
Si scalda olio di oliva in una padella non vasta, per avere una maggiore altezza di olio, e si friggono i pezzettini fino a doratura. Quindi si pongono da parte.
Si scalda il miele fino quasi a bollire, si aggiungono due cucchiai di zucchero che gli danno una lieve caramellata, si porta a bollore completo.
In una pentola ampia si mescolano i fritti con una manciata di mandorle e di pinoli tostati, fino ad amalgamare bene il tutto. Si stende su un piano di marmo un velo di olio e mentre sono ancora caldi si formano a ciambella compattandoli bene. Si spruzzano con le colorate code di topo e si ricoprono con uno strofinaccio di cotone per impedirne lasciugatura.