VoltiVolti

Volti a Urbino

olti a Ur



Presentazione

Riunire come in un mosaico i volti, tratti da storiche opere pittoriche, ha significato per me esplorare i visi dei contemporanei scelti a modello dagli autori e insieme comprendere, dalle espressioni e dai costumi, come quegli stessi artisti interpretassero i personaggi protagonisti delle vicende, soprattutto di carattere religioso, rappresentate nelle tele.

Vi è un altro luogo in cui vengono affissi quasi esclusivamente i volti delle persone. Ma in quello sono presenti altre, discutibili testimonianze della loro vita passata, mentre la civiltà suggerirebbe ridotte soluzioni, almeno in senso spaziale, di occupazione di suolo pubblico.

Nelle opere pittoriche i personaggi mi appaiono come fossero sempre vivi e testimoni dei loro tempi. Soprattutto ne emerge una grande bellezza -donne e uomini e bimbi che siano- dei visi che alla mia età osservo senza pregiudizi caratteriali.

Così, invece di ammirare le espressioni di "trascorsi", mi pare di scrutare esistenze, sentimenti, stupori ed estasi, amore, gioia e dolore. In questo modo e per il richiamo a vicende per lo più religiose, come dicevo, mi nasce nell’intimo un senso di fratellanza e condivisione. La stessa fratellanza che mi farebbe pensare a contrapposizioni senza uccisioni, a contrasti economici senza guerre, al reciproco riconoscimento di fragilità anziché all’ostentazione di forza per la sopravvivenza di tanti ego. Dei quali, in questa Galleria nazionale delle Marche di Urbino, rimangono solo le femminee grazia e bellezza di anziane (ma a quale precoce età!) e giovani donne e la virile (talvolta curiosa) compostezza degli uomini.

Insieme all’attualità drammaturgica delle espressioni e dei caratteri somatici, mi hanno colpito altri due aspetti ai quali provo a dare forma descrittiva.

Oggi siamo abituati ad una rappresentazione femminile, più accentuata in  paesi tecnologicamente (solo questo) più avanzati, curata, modificata, abbellita da elementi di maquillage più o meno marcati e che rendono ben diverse le fattezze -soprattutto del viso- dal mattino alla sera: molti personaggi femminili dei dipinti posseggono, almeno nell’espressione, una bellezza intensa e senza tempo da far pensare a quanto innamoramento possa aver attraversato l’autore nella sua rappresentazione pittorica. E poi il ripetersi, di quei caratteri somatici ed estetici, in più personaggi rappresentati nella stessa opera o in opere diverse, tali da far pensare ad un pensiero ricorrente nell’artista, oppure nell’adozione, come modelli (modelle) di contemporanei, persone appartenenti allo stesso ceppo familiare.

A me capita di ripercorrere quei ritratti, uno ad uno. E di immergermi in un universo esteso nel tempo e nelle storie e nella bellezza in cui mi perderei, come in un meraviglioso labirinto di esistenze.


Questa esposizione di volti è stata possibile grazie all'autorizzazione da parte della DIREZIONE GENERALE MUSEI GALLERIA NAZIONALE DELLE MARCHE - URBINO nella persona del Direttore, Dottor Luigi Gallo, concemente l’utilizzo di immagini di particolari tratti da opere afferenti le collezioni della stessa Galleria. Richiesta con protocollo 2090.

Nell'insieme non saprei distinguere ora alcuni volti tratti dai due pregevoli Oratori cittadini. Spero di nella tolleranza delle Istituzioni.

La bella fotografia a corredo di questa pagina è di Arianna Bechi, della quale sono il fortunato marito.